lunedì 9 giugno 2014

Biancaneve dei Grimm, Sesta Parte, Morte e Resurrezione


Iban Barrenetxea


Quando i nani udirono l'accaduto, le dissero: 
"La vecchia merciaia altri non era che la scellerata Regina; sta' in guardia e non lasciar entrare nessuno, se non ci siamo anche noi."
Ma la cattiva Regina, appena arrivata a casa, andò davanti allo specchio e chiese:

"Dal muro, specchietto, favella:
 nel regno chi è la più bella?"


Come al solito, lo specchio rispose:

"Regina, qui la più bella sei tu; 
ma al di là di monti e piani, 
presso i sette nani, 
Biancaneve lo è molto di più."


A queste parole, il sangue le affluì tutto al cuore dallo spavento, perché vide che Biancaneve era tornata in vita. 'Ma adesso - pensò - troverò qualcosa che sarà la tua rovina', e, siccome s'intendeva di stregoneria, preparò un pettine avvelenato. Poi si travestì e prese l'aspetto di un'altra vecchia. Passò i sette monti fino alla casa dei sette nani, bussò alla porta e gridò: "Roba bella! Roba bella!"
Biancaneve guardò fuori e disse:
"Andate pure, non posso lasciar entrare nessuno."
"Ma guardare ti sarà permesso", disse la vecchia; tirò fuori il pettine avvelenato e lo sollevò. Alla bimba piacque tanto che si lasciò sedurre e apri la porta.
Conclusa la compera, la vecchia disse: "Adesso voglio pettinarti perbene".


Sulamith Wulfing


La povera Biancaneve, di nulla sospettando, lasciò fare, ma, non appena quella le mise il pettine nei capelli, il veleno agì e la fanciulla cadde priva di sensi.



Barrett A.


"Portento di bellezza! - disse la cattiva matrigna - è finita per te!" e se ne andò.
Ma per fortuna era quasi sera e i sette nani stavano per tornare. Quando videro Biancaneve giacer come morta, sospettarono subito della matrigna, cercarono e trovarono il pettine avvelenato; appena l'ebbero tolto, Biancaneve tornò in sé e narrò quel che era accaduto. Di nuovo l'ammonirono che stesse in guardia e non aprisse la porta a nessuno.
A casa, la Regina si mise allo specchio e disse:

"Dal muro, specchietto, favella:
nel regno chi è la più bella?"


Come al solito, lo specchio rispose:

"Regina, la più bella qui sei tu; 
ma al di là di monti e piani, 
presso i sette nani, 
Biancaneve lo è molto di più."

A tali parole, ella rabbrividì e tremò di collera.
"Biancaneve morirà! - gridò - dovesse costarmi la vita".


Barrett A.


Andò in una stanza segreta, dove non entrava nessuno e preparò una mela velenosissima. Di fuori era bella, bianca e rossa, che invogliava solo a vederla, ma chi ne mangiava un pezzetto, doveva morire.



Lacombe B.

Quando la mela fu pronta, ella si tinse il viso e si travestì da contadina, e cosi passò i sette monti fino alla casa dei sette nani.



Gustafson S.


Bussò, Biancaneve si affacciò alla finestra e disse:
"Non posso lasciar entrare nessuno, i sette nani me l'hanno proibito."
"Non importa - rispose la contadina - le mie mele le vendo lo stesso. Prendi, voglio regalartene una."
"No - rispose Biancaneve - non posso accettare nulla."


Santore C.


"Hai paura del veleno? - disse la vecchia - Guarda, la divido per metà: tu mangerai quella rossa, io quella bianca".
Ma la mela era fatta con tanta arte che soltanto la metà rossa era avvelenata. Biancaneve mangiava con gli occhi la bella mela, e quando vide la contadina morderci dentro, non poté più resistere, stese la mano e prese la metà avvelenata.




Gilbert A.Y.

Ma al primo boccone cadde a terra morta. La Regina l'osservò ferocemente e scoppiò a ridere, dicendo:
"Bianca come la neve, rossa come il sangue, nera come l'ebano! Stavolta i nani non ti sveglieranno più ".



Graban Q.

A casa, domandò allo specchio:

"Dal muro, specchietto, favella:
nel regno chi è la più bella?"


E finalmente lo specchio rispose:

"Nel regno, Maestà, tu sei quella."

Allora il suo cuore invidioso ebbe pace, se ci può esser pace per un cuore invidioso.
I nani, tornando a casa, trovarono Biancaneve che giaceva a terra, e non usciva respiro dalle sue labbra ed era morta. La sollevarono, cercarono se mai ci fosse qualcosa di velenoso, le slacciarono le vesti, le pettinarono i capelli, la lavarono con acqua e vino, ma inutilmente: la cara bambina era morta e non si ridestò.


Lacombe B.


La misero su un cataletto, la circondarono tutti e sette e la piansero, la piansero per tre giorni. Poi volevano sotterrarla; ma in viso, con le sue belle guance rosse, ella era ancor fresca, come se fosse viva.
Dissero: "Non possiamo seppellirla dentro la nera terra", e fecero fare una bara di cristallo, perché la si potesse vedere da ogni lato, ve la deposero e vi misero sopra il suo nome, a lettere d'oro, e scrissero che era figlia di re. Poi esposero la bara sul monte, e uno di loro vi restò sempre a guardia. E anche gli animali vennero a pianger Biancaneve: prima una civetta, poi un corvo e infine una colombella.
Biancaneve rimase molto, molto tempo nella bara, ma non imputridì: sembrava che dormisse, perché era bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l'ebano. Ma un bel giorno capitò nel bosco un Principe e andò a pernottare nella casa dei nani.





Iban Barrenetxea


Vide la bara sul monte e la bella Biancaneve e lesse quel che era scritto a lettere d'oro. Allora disse ai nani:
"Lasciatemi la bara; in compenso vi darò quel che volete".
Ma i nani risposero: "Non la cediamo per tutto l'oro del mondo."
"Regalatemela, allora," egli disse, "non posso vivere senza veder Biancaneve: voglio onorarla ed esaltarla come la cosa che mi è più cara al mondo".
A sentirlo, i buoni nani s'impietosirono e gli donarono la bara. Il Principe ordinò ai suoi servi di portarla sulle spalle.




Ora avvenne che essi inciamparono in uno sterpo e, per la scossa, quel pezzo di mela avvelenata che Biancaneve aveva trangugiato le usci dalla gola. E poco dopo ella apri gli occhi, sollevò il coperchio e si rizzò nella bara: era tornata in vita.
"Ah Dio, dove sono?" gridò.
Il Principe disse, pieno di gioia:
"Sei con me," e le raccontò quel che era avvenuto, aggiungendo: "Ti amo sopra ogni cosa al mondo; vieni con me nel castello di mio padre, sarai la mia sposa".


Santore C.


Biancaneve acconsentì e andò con lui, e furono ordinate le nozze con gran pompa e splendore. Ma alla festa invitarono anche la perfida matrigna di Biancaneve. Indossate le sue belle vesti, ella andò allo specchio e disse:

"Dal muro, specchietto, favella:
nel regno chi è la più bella?"


Lo specchio rispose:

"Regina, la più bella qui sei tu; 
ma la sposa lo è molto di più."

La cattiva donna imprecò e il suo affanno era così grande che non poteva più dominarsi. Dapprima non voleva assistere alle nozze, ma non trovò pace e dovette andare a veder la giovane Regina. Entrando, vide che non si trattava d'altri che di Biancaneve e impietrì dall'orrore. Ma sulla brace erano già pronte due pantofole di ferro: quando furono incandescenti, gliele portarono, ed ella fu costretta a calzare le scarpe roventi e ballarvi finché le si bruciarono miseramente i piedi e cadde a terra, morta.


Iban Barrenetxea


Grimm n.53, "Sneewittchen".
Classificazione: AaTh 709 [Little Snow-White]


P.J. Lynch

1 commento:

Giuseppe Caroli ha detto...

FORSE CE LA FACCIAMO
CIAO