giovedì 1 gennaio 2015

La Piccola Fiammiferaia, H.C. Andersen, Traduzione Mia

La classica fiaba della notte di S. Silvestro. Per mia Nonna, la Gattoparda, che ha imparato la tenerezza nella sua "nonnitudine" e mi toglie la paura della Morte.


Demidova N.



aceva un freddo terribile, ed era già buio al calar della sera, l'ultima sera dell'anno. E nevicava fitto fitto. In quel freddo, in quel buio, una povera bambina girovagava per le vie della città, a capo scoperto e scalza. Veramente, quando era uscita di casa, quella mattina, aveva un vecchio paio di pantofole, ma non le erano servite a molto. Erano grandi, troppo grandi - erano appartenute a sua madre - così grandi che la povera creatura le aveva perdute attraversando di corsa la strada per evitare due carrozze che viaggiavano a gran velocità... Una non l'aveva più ritrovata, e l'altra se l'era presa un ragazzotto, che, ridendo, le aveva gridato che ne avrebbe fatto una culla quando avesse avuto il primo figlio.






Demidova N.


E così la bambina camminava con i piedini nudi, rossi e bluastri per i morsi del gelo: nel suo vecchio grembiule serbava dei fiammiferi, e ne teneva in mano un mazzetto: in tutto il giorno, non era riuscita a venderne neanche uno e non aveva racimolato un centesimo. Rabbrividiva per la fame ed il gran freddo, e il suo visino smunto era il ritratto della desolazione. Fiocchi di neve si posavano sui lunghi capelli biondi, che le si inanellavano in bei riccioli dorati sul collo, ma la piccola non ci pensava affatto. Le finestre scintillavano di luci, da tutte le case si spandeva per la strada un buon odorino di oca arrosto: era la vigilia del  nuovo anno. Ecco, proprio a questo pensava la bambina.





Infine, si lasciò cadere nell'angolo formato da due case, di cui l'una sporgeva più dell'altra, e si rannicchiò tutta, tirandosi sotto le povere gambine intirizzite. Tuttavia, il freddo la mordeva sempre più, ma non osava far ritorno a casa: se fosse rientrata senza neanche un soldo, il padre l'avrebbe picchiata di certo, e, del resto, forse a casa faceva meno freddo? Abitavano proprio sotto il tetto, ed il vento vi soffiava tagliente come un rasoio, benché avessero cercato di turare alla meglio le fessure più larghe con paglia e vecchi stracci.
Le sue piccole mani erano quasi assiderate. 'Se accendessi un fiammifero? - pensò - Soltanto uno, per riscaldarmi le dita?'
E così fece. Ne prese uno, e... Che bella fiammata calda! Pareva alla bambina di esser seduta davanti ad una grande stufa di ghisa, con i pomelli e il coperchio di lucido ottone...


Demidova N.


Ma, quando allungò le gambe per riscaldarsi i piedini gelati, la fiamma scomparve, la bella stufa scomparve, e si ritrovò seduta al buio e al freddo, con un pezzetto di legno bruciacchiato tra le dita.
La bimba accese subito un altro fiammifero: anche questa volta divampò una bella fiamma che si proiettò sulla parete, e il muro divenne trasparente.
La bambina si ritrovò in una bella stanza: la tavola era apparecchiata con una elegante tovaglia candida e con le porcellane più fini, e, nel bel mezzo, c'era una magnifica, enorme, fumante oca arrostita, con il suo ricco ripieno.




E l'oca balzò giù dal vassoio, e, con coltello e forchetta piantati nel dorso, corse a balzelloni proprio verso di lei... e la fiamma si spense.
La bimba accese un terzo fiammifero.
Adesso era ai piedi di un magnifico albero, ancora più imponente e risplendente di decorazioni di quello che aveva veduto la sera di Natale, attraverso i vetri della porta del ricco negoziante. Migliaia di luci scintillavano tra i verdi rami, e belle figurine variopinte, proprio come quelle che aveva ammirato nelle vetrine delle botteghe, guardavano giù, verso di lei.
Stese le mani... e il fiammifero si spense.
L'albero e le luci natalizie volarono su, in alto, sempre più in alto e diventarono sempre più grandi, e lucevano proprio come le stelle nel cielo: e una stella cadde, lasciandosi dietro una lunga scia di fuoco.


Demidova N.


"Qualcuno sta per morire!", disse la bambina, perché la sua vecchia nonna - l'unica persona al mondo che, finché era vissuta, le avesse mai dimostrato amore - le diceva: "Ogni volta che cade una stella, un'anima sale a Dio."
Accese un altro fiammifero, che mandò un grande chiarore tutto intorno, e, in quel grande chiarore, apparve la vecchia nonna, che la guardava, risplendente d'amore.
"O nonna, nonna! - gridò la bambina - Prendimi con te! So che sparirai non appena la fiamma si spegnerà, sparirai così come sono spariti la bella stufa calda e l'arrosto fumante, e il grande albero di Natale!"


Appleton H.


Più in fretta che potè, accese tutti i fiammiferi che ancòra rimanevano nel grembiule perché voleva trattenere la nonna, e i fiammiferi diedero una gran luce: neanche a mezzogiorno faceva così chiaro, e la nonna non era stata mai così grande e bella. Ella prese la bambina tra le sue braccia, e volarono insieme su, sempre più in alto, lontano dalla Terra, nello Splendore e nella Gioia, là dove non esiste fame, né freddo, né sofferenza alcuna, poiché erano vicine a Dio.


Demidova N.


Quando spuntò la fredda alba, la ritrovarono, con le guance pallide ed il sorriso sulle labbra, morta assiderata nell'ultima notte del vecchio anno, contro il muro tra le due case. Il primo sole dell'anno nuovo brillò sul cadaverino, disteso là, con le scatole dei fiammiferi quasi completamente bruciate. "Ha cercato di scaldarsi...", disse qualcuno.
Ma nessuno immaginò mai le cose meravigliose che aveva visto, né in quale meravigliosa luce era entrata con la sua vecchia nonna, all'alba del nuovo anno.


Demidova N.



Traduzione: Mab's Copyright

2 commenti:

vincent bianco ha detto...

Mi sembra un'ottima traduzione per una delle piu' belle fiabe mai scritte

Mab ha detto...

Grazie, molto gentile.