domenica 3 gennaio 2016

La Regina delle Nevi ( Parte Quarta), Traduzione Mia - Rieditata

Quinta Storia. La Figlioletta dei Briganti.



Bagram Ibatoulline



Viaggiavano attraverso il bosco oscuro, ma la carrozza riluceva come una fiamma e abbagliava gli occhi dei briganti appostati, che non riuscivano a reggerne lo splendore.
"Oro! E' oro!" gridarono, e corsero giù, incontro alla carrozza: presero i cavalli, uccisero il postiglione, i valletti e i servitori, e trascinarono la piccola Gerda fuori dalla vettura.


Dulac E.


"È pienotta, graziosa: è stata messa all'ingrasso con gherigli di noci!- disse la vecchia moglie del brigante, che aveva una lunghissima barba ricciuta e sopracciglia che le spiovevano fin sugli occhi - Dev'essere gustosa come un agnellino grasso! Uhuh, deve essere proprio saporita!", e, intanto, cacciò fuori il coltello, che scintillò orribilmente.
"Ahi!" gridò, perché, in quello stesso momento, era stata morsa all'orecchio dalla figlioletta che si era appesa alla sua schiena: era una ragazzina terribilmente selvaggia ed insolente.
"Tu! Monellaccia!" esclamò la madre, ma non riuscì ad uccidere Gerda.
"Giocherà con me! - disse la figlia della Brigantessa - Mi darà il suo manicotto, i suoi bei vestiti, e dormirà nel mio letto!" e le diede un altro morso, e la moglie del brigante saltò per aria torcendosi per il dolore, e tutti i briganti si misero a ridere dicendo:
"Guarda come balla con la piccola!".
"Voglio andare in carrozza!" esclamò la figlia del brigante, e riuscì a ottenere quello che voleva perché era testarda e viziata oltre ogni dire.
Lei e Gerda montarono in carrozza e corsero, scavalcando sterpi e rovi, fino ad arrivare proprio nel folto del bosco. La figlia dei briganti era alta come Gerda, ma molto più forte, più robusta e con la carnagione scura. Aveva gli occhi nerissimi ed uno sguardo vagamente triste.
Afferrò la piccola Gerda alla vita e le disse:
"Non ti uccideranno finché io non mi arrabbierò con te! Senza dubbio sei una principessa !?".
"No", rispose la piccola Gerda, e le raccontò tutto quello che le era capitato, e quanto volesse bene al piccolo Kay.
La figlia dei briganti la guardò molto seriamente, scosse lievemente il capo e disse:
"Non ti ammazzeranno anche se io mi arrabbierò con te: sarò io stessa a farlo!".
Intanto, asciugò gli occhi di Gerda, e infilò le mani nel bel manicotto così soffice e caldo.
La carrozza si fermò in mezzo al cortile di un castello di briganti: era decrepito e completamente in rovina; corvi e cornacchie uscivano volando da tutti i pertugi, e dei grossi mastini, ognuno dei quali sembrava in grado di divorare un uomo, saltavano ma non abbaiavano perché era loro proibito.
Nella grande, vecchia sala annerita dal fumo, nel centro del pavimento di pietra, s'innalzava un gran fuoco; il fumo saliva verso il soffitto in cerca di una via d'uscita; in un grande pentolone cuoceva la zuppa, e sullo spiedo rosolavano conigli e lepri.
"Questa notte dormirai con me e con tutti i miei animaletti!" disse la figlia dei briganti.
Mangiarono e bevvero, e poi andarono in un angolo dove si trovavano paglia e coperte.
Un po' più in alto, su pertiche e assicelle, erano appollaiati quasi cento colombi: sembrava che dormissero, ma si mossero un po' quando le bambine arrivarono.
"Sono tutti miei", disse la figlia dei briganti, e afferrò in fretta uno dei più vicini, prendendolo poi per le zampe e scuotendolo, in modo che muovesse le ali.
"Bacialo!" gridò, sbattendoglielo sul viso.
"Là ci sono i miei colombi selvatici! - continuò, indicando le sbarre che chiudevano un buco, in alto, nel muro - Sono colombi selvatici quei due! Se ne volerebbero subito via se non fossero chiusi a chiave. E qui c'è la mia carissima renna", e tirò per le corna una renna che aveva un anello di rame luccicante intorno al collo ed era impastoiata.
"Anche questa deve stare in gabbia, altrimenti scappa via. Ogni sera le faccio il solletico sotto la gola con il mio coltello affilato e lei ha così paura!..." e, preso un lungo coltello da una fessura del muro, lo fece scorrere sul collo della renna; il povero animale si mise a tirar calci, e la figlia dei briganti rise forte e trascinò Gerda con sé nel letto.



Rackham A.



"Tieni il coltello con te anche quando dormi?" le domandò Gerda guardandolo un po' intimorita.
"Dormo sempre con il mio coltello! - rispose la figlia dei briganti - Non si sa mai quello che può succedere. Ma raccontami di nuovo quello che mi hai detto prima sul piccolo Kay e su come sei andata in giro per il vasto mondo."
Gerda raccontò tutto dal principio, e i colombi selvatici tubavano nella gabbia, mentre gli altri dormivano. La figlia dei briganti le passò un braccio intorno al collo, tenendo il coltello nell'altra mano, e si addormentò, ronfando rumorosamente. Gerda, invece, non riuscì a chiudere occhio: non sapeva se sarebbe sopravvissuta o se sarebbe morta. I briganti erano seduti intorno al fuoco, cantavano e bevevano, e la moglie del brigante faceva le capriole. Oh, era proprio uno spettacolo orribile a vedersi per la piccola Gerda!
Allora i colombi selvatici dissero:
"Curr! Curr! Noi abbiamo visto il piccolo Kay! Una gallina bianca portava il suo slittino, lui era seduto nella slitta della Regina delle Nevi, che volava rasentando gli alberi del bosco, mentre noi eravamo ancòra nel nido: lei soffiò sui piccoli, che morirono tutti, tranne noi due. Curr! Curr! ".
"Che raccontate, lassù? - gridò Gerda - dov'era diretta la Regina delle Nevi? Sapete qualcosa?"
" È sicuramente andata in Lapponia, perché là ci sono sempre neve e ghiaccio. Prova a chiedere alla renna che è legata qui."
"Ci sono ghiaccio e neve, là si sta a meraviglia! - rispose la Renna - Laggiù si salta liberamente nelle grandi vallate scintillanti! Là si trova la tenda estiva della Regina delle Nevi, ma il suo castello è vicino al Polo Nord, su di un'isola che si chiama Spitzberg!"
"Oh Kay, mio piccolo Kay!" sospirò Gerda.
"Vuoi stare un po' ferma? - disse la figlia dei briganti, mezza sveglia - altrimenti ti caccio il coltello nello stomaco!".
Al mattino, Gerda raccontò tutto quello che i colombi selvatici le avevano riferito, e la figlia dei briganti diventò seria, ma chinò la testa dicendo:
"Per me è lo stesso, per me è lo stesso! Tu sai dove si trova la Lapponia?" chiese alla Renna.
"Chi può saperlo meglio di me? - rispose l'animale, e i suoi occhi brillavano di gioia - là sono nata e cresciuta, là ho saltato sui campi innevati!"
"Ascolta - disse la figlia dei briganti a Gerda - tutti i nostri uomini sono andati via, la mamma è ancora qui, e qui resterà, ma, quando si fa giorno, si mette a bere da quel bottiglione e poi schiaccia un pisolino; a quel punto, farò qualcosa per te!"
Intanto, saltò giù dal letto, si precipitò al collo della madre, le tirò la barba e disse:
"Caprona mia cara, buon giorno!". E la madre le pizzicò il naso finché non divenne rosso e blu, ma erano manifestazioni di affetto.



Postma L.


Quando la madre, bevuta la sua bottiglia, si mise a sonnecchiare, la figlia dei briganti andò dalla Renna e le disse:
"Mi piacerebbe tanto continuare a farti il solletico tante e tante volte ancòra con il mio coltello affilato, perché sei così divertente quando hai paura!... Ma, tanto peggio! Scioglierò la corda e ti aiuterò a fuggire perché tu possa tornare in Lapponia, ma dovrai correre più forte che potrai e portare questa fanciulla al castello della Regina delle Nevi, dove si trova il suo compagno di giochi. Hai certamente sentito quello che ha raccontato, perché ha parlato a voce alta, e tu stai sempre ad ascoltare!".
La Renna saltò di gioia. La figlia dei briganti aiutò la piccola Gerda a salirle in groppa, la legò ben stretta e le diede persino un piccolo cuscino su cui sedere.
"Eccoti i tuoi stivaletti foderati di pelo - esclamò - perché là farà molto freddo, ma il manicotto lo tengo per me: è troppo grazioso! Comunque non devi congelarti, ecco i guantoni di mia madre, ti arriveranno certo fino al gomito, infilali. Adesso hai le mani proprio come quelle della mia brutta, vecchia mamma!"
Gerda pianse di gioia.
"Non mi piace che tu pianga! - disse la figlia dei briganti - Dovresti essere contenta! Eccoti due pani e un prosciutto, così non avrai fame."
Li sistemò sul dorso della Renna, aprì la porta, rinchiuse i cani e tagliò la corda col coltello, dicendo alla Renna:
"Corri, va'! Ma stai bene attenta alla bambina".
Gerda tese le mani con i guantoni verso la figlia dei briganti e le disse addio, e la Renna partì, scavalcando cespugli e sterpi, attraverso il grande bosco, oltrepassando steppe e paludi, più in fretta che potè. I lupi ululavano e le cornacchie gracchiavano.
"Fut fut!" si sentì come un crepitìo nel cielo, che si illuminò tutto di rosso.
"Ecco la mia cara vecchia aurora boreale! - disse la Renna - guarda come risplende!" e galoppò ancora più in fretta, giorno e notte; i pani finirono, e anche il prosciutto, ma, intanto, erano arrivate in Lapponia.


Birmingham C.



Fine Quarta Parte


Traduzione:
Mab's Copyright


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