mercoledì 29 ottobre 2014

Samain, Ovvero la Celebrazione del Ritorno

La festa di Samain era una celebrazione sacra, l'addio all'estate che moriva, al vecchio anno. E la consapevolezza delle incombenti tenebre del lungo  inverno che avrebbero portato freddo, fame e morte, (confusi, nelle trascrizioni delle antiche Storie, con i tributi in vite umane dovuti agli orrendi nemici, i mostruosi Fomòri, annidati nella loro isola nebbiosa dell'estremo Nord). Viene spesso definito "Il Capodanno Celtico", ma del nostro Capodanno ha ben poco. Era il momento del terribile incontro con il Sacro, dove "terribile" sta per alto, misterioso e meraviglioso.
I Druidi accendevano il rinnovato fuoco sacro, ed una fiammella, conservata in un tronco cavo, era portata nel focolare di ogni casa, come segno di speranza nel ritorno della Luce.

"Druids Bringing in the Mistletoe", Edward Atkinson Hornel


Il termine Oltretomba non esisteva presso gli antichi Celti. Il loro "Altrove" era anche il luogo da cui provenivano, ed era assolutamente parallelo, nel Tempo e nello Spazio, alla loro realtà. Ed esistevano molti "Altrove". Nelle Saghe, in un tentativo di storicizzare l'Invasione dell'Isola sacra da parte dei Figli di Mil, tentativo ampiamente corrotto dai redattori cristiani, si favoleggia di Terre indiscutibilmente assimilabili al nostro Oltretomba, identificate con la Spagna o la Grecia. Ma "Altrove" erano anche le Isole degli Eternamente Giovani, le Isole che chiamavano e accoglievano gli Eroi, le Isole mobili, a tratti visibili, che ammaliavano i pescatori, e le stesse Fortezze invisibili dei Re Sìde, speculari ai Forti dei Re mortali.
A Samain questi Luoghi paralleli, ma non in sincronia, si toccavano, il Tempo, che scorreva in modo fatalmente diverso  per i mortali, fermava il suo corso, e gli Dèi esiliati e gli Eroi potevano visitare gli Uomini. Oppure, agli uomini capitava di ritrovarsi in una Terra meravigliosa e terribile.
I famigliari trapassati potevano visitare le proprie case. Case che, negli antichi Tempi, erano anche il luogo del Riposo, poiché i morti venivano seppelliti sotto le pietre del focolare, e, a Samain,  i focolari restavano accesi tutta la notte e le tavole lautamente imbandite perché i Visitatori si sentissero ben accolti.
A volte, in quella notte sacra, i bardi cercavano un sogno visionario presso la Stele che ricordava un antico Druido che aveva portato via con sé il segreto di un Canto. E' così - si narra - che venne ritrovata la memoria dell'Iliade celtica.

Mab

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