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lunedì 24 aprile 2017

La Romanza della Vilja, da La Vedova Allegra

La Romanza della Vilja
da
La Vedova Allegra (Die lustige Witwe )
di
Franz Lehár (1870-1948)
Libretto di Viktor Léon e Leo Stein

Traduzione tratta dal programma di sala del Teatro Regio di Torino, stagione 1998-99.





Atto II

Vi prego, fermatevi un po’ qui,
dove ora, secondo l’usanza patria,
si celebra la festa del principe,
come se fossimo là in Cetinje!

Ah! Mi velimo dase dase veslimo!
Esultiamo e cantiamo!
Balliamo e saltiamo!

Ma ora, come là in patria,
intoniamo il nostro canto,
di una fata che -
come si sa -
noi chiamiamo la Vilja!
C’era una Vilja, una fanciulla dei boschi,
un cacciatore la scorse sulle rocce.
Il giovane provò uno strano sentimento,
guardava e guardava la fanciulla dei boschi.
E un ignoto fremito prese il giovane cacciatore,
con bramosia si mise a sospirare:

Vilja, oh Vilja, o fanciulla dei boschi,

prendimi e fà di me il tuo amato.
Vilja, oh Vilja, che cosa mi fai?
Tremante si lagna un uomo malato d’amore!

Vilja, oh Vilja, o fanciulla dei boschi, ...

La fanciulla dei boschi
gli stese la mano
e lo trascinò nella sua casa di rocce.
Il giovane ha quasi smarrito i sensi,
non così ama né bacia fanciulla terrena.-
Quando ella fu sazia di baci, all’improvviso sparve!
Per sempre il poverino l’ha salutata.

Vilja, oh Vilja, ....







Testo Originale 

Valencienne

Ich bitte, hier jetzt zu verweilen,
wo allsogleich nach heimatlichem Brauch
das Fest des Fürsten so begangen wir,
als ob man in Cetinje wär’ daheim.

Coro

Ah! Mi velimo dase dase veslimo!
Lasst uns jauchzen und lasst uns singen!
Lasst uns tanzen und lasst uns springen!

Hanna

Nun lasst uns aber wie daheim,
jetzt singen unsern Ringelreim
von einer Fee, die - wie bekannt -
bei uns die Vilja wird genannt!
Es lebt eine Vilja, ein Waldmägdelein,
ein Jäger erschaut sie im Felsengestein.
Dem Burschen, dem wurde so eigen zu Sinn,
er schaute und schaut auf das Waldmägdlein hin.
Und ein nie gekannter Schauer fasst den jungen Jägersmann
sehnsuchtsvoll fing er still zu seufzen an:
Vilja, o Vilja, du Waldmägdelein,
fass mich und lass mich dein Trautliebster sein.
Vilja, o Vilja, was tuts du mir an?
Bang fleht ein liebkranker Mann!

Coro 

Vilja, o Vilja, du Waldmägdelein,

Hanna 

Das Waldmägdlein streckte
die Hand nach ihm aus
und zog ihn hinein in ihr felsiges Haus.
Dem Burschen vergangen die Sinne fast sind,
so liebt und so küsst gar kein irdisches Kind.
Als sie sich dann sattgeküsst, verschwand sie zu derselben Frist!
Einmal noch hat der Arme sie gegrüßt.

Coro 

Vilja, o Vilja, …

sabato 22 aprile 2017

La Vila, Fiaba Slava, Traduzione Mia

n una calda giornata d'estate, un giovane uomo di Veprin, alto e bello, camminava su per il colle Uczka quando vide, sdraiata sull'erba, una fanciulla bellissima, biancovestita, con il capo protetto da un fazzoletto, e rimase assorto nella contemplazione rapita del suo viso stupendo. Usando ogni cautela per non svegliarla, strappò un ramo frondoso e lo infilò delicatamente nel terreno così da creare un'ombra che la riparasse dai raggi del sole. Ben presto, la fanciulla si svegliò, vide il ramo piantato nel terreno, e si accorse dell'ombra creata per proteggerla. E vide il giovane in piedi accanto a lei.
E gli domandò:
"Sei stato tu, giovane uomo, a creare quest'ombra per me?"
E il giovane rispose:
"Sì. Ero rapito dalla tua bellezza e temevo che il sole ti bruciasse".
E la fanciulla:
"E cosa desideri in cambio della tua gentilezza?"
"Permettimi di contemplare il tuo volto meraviglioso, e sii mia moglie!"
"Va bene! - rispose lei - Sarò felice di prenderti per marito, ma devi sapere che io sono una Vila, e che tu non dovrai mai pronunciare questo nome, poiché se, un giorno, dovessi dire: Vila, io sarei costretta ad abbandonarti all'istante".


Remnev A.