venerdì 24 gennaio 2014

San Giuseppe nel Bosco, Grimm

'era una volta una madre che aveva tre figlie: la maggiore era scortese e cattiva, la seconda era già molto meglio, benché avesse anche lei i suoi difetti, mentre la più giovane era una bimba buona e pia. Eppure la madre era così stravagante che prediligeva proprio la figlia maggiore e non poteva soffrire la minore. Per questo mandava sovente la povera bambina in un gran bosco, per levarsela di torno; pensava infatti che si sarebbe persa e che non sarebbe più tornata. Ma l'angelo custode, che ogni bimbo buono ha con sé, non l'abbandonava e la riportava sempre sulla strada giusta. Tuttavia una volta la bimba non riuscì a trovare la strada per uscire dal bosco e l'angioletto finse di non esserci. Così ella continuò a camminare fino a sera; allora vide in lontananza ardere un lumicino, corse verso quella luce e arrivò davanti a una piccola capanna. Bussò, la porta si aprì ed ella giunse a una seconda porta, alla quale bussò di nuovo.
Le aprì un vecchio che aveva la barba bianca e un aspetto venerando, e non era altri che san Giuseppe. Egli le disse benevolmente:
"Vieni, bimba cara, siediti sulla mia seggiolina accanto al fuoco e scaldati; se hai sete andrò a prenderti un po' d'acqua limpida; da mangiare invece, qui nel bosco, non ho altro per te che qualche radichetta; e prima devi raschiarle e farle cuocere".
San Giuseppe le porse le radici; ella le raschiò ben bene, poi prese un pezzetto di frittata e il pane che le aveva dato la madre, mise tutto insieme in un pentolino sul fuoco e si fece una pappa. Quando la pappa fu pronta, san Giuseppe disse:
"Ho tanta fame, dammi un po' della tua cena".
La bimba lo servì subito e gli diede di più di quello che tenne per sé, ma con la benedizione di Dio si sfamò. Quand'ebbero finito di mangiare, san Giuseppe disse: "Adesso andiamo a dormire, però io ho un letto solo: vacci tu, io mi stenderò per terra sulla paglia".
"No - rispose la bimba - rimani pure nel tuo letto; per me la paglia è abbastanza morbida."
Ma san Giuseppe la prese in braccio e la portò nel lettino, e la bimba disse le sue preghiere e si addormentò. La mattina dopo, quando si svegliò, voleva dare il buon giorno a san Giuseppe, ma non lo vide. Si alzò, lo cercò, ma non riuscì a trovarlo da nessuna parte; alla fine scorse dietro la porta un sacco con del denaro, ma così pieno che poteva appena portarlo; sopra c'era scritto che era per la bimba che aveva dormito là quella notte. Allora ella prese il sacco, corse via e arrivò felicemente da sua madre; e siccome le regalò tutto il denaro, la madre non poté che essere contenta di lei.
Il giorno seguente anche la seconda figlia ebbe voglia di andare nel bosco. La madre le diede un pezzo di frittata molto più grosso e del pane. Le cose andarono come per l'altra sorella. La sera giunse alla capannuccia di san Giuseppe, che le diede le radici per la pappa. Quando la pappa fu cotta, egli disse anche a lei:
"Ho tanta fame, dammi un po' della tua cena".
La bimba rispose: "Mangia pure con me".
Poi, quando san Giuseppe le offrì il suo letto e volle coricarsi sulla paglia, ella rispose: "No, vieni anche tu nel letto: c'è posto per tutt'e due".
San Giuseppe la prese in braccio, la mise nel lettino e si coricò sulla paglia. La mattina, quando la bimba si svegliò e cercò san Giuseppe, egli era scomparso; ma dietro la porta ella trovò un sacchetto di denaro lungo un palmo, e c'era scritto che era per la bimba che aveva dormito là quella notte. Ella prese il sacchetto, corse a casa e lo portò a sua madre; però tenne per sé‚ di nascosto un po' di denaro. Ora si era incuriosita la figlia maggiore, e il mattino dopo volle andare nel bosco anche lei. La madre le diede frittata a volontà, pane, e in più del formaggio. La sera, proprio come le altre due, ella trovò san Giuseppe nella sua capannuccia. Quando la pappa fu pronta e san Giuseppe disse:
"Ho tanta fame, dammi un po' della tua cena", la fanciulla rispose:
"Aspetta ch'io sia sazia: ti darò quel che avanzo". E mangiò quasi tutto, sicché san Giuseppe dovette raschiare la ciotolina. Poi il buon vecchio le offrì il suo letto e volle coricarsi sulla paglia; ella accettò senz'altro, si coricò nel lettino e lo lasciò sulla paglia dura. Il mattino dopo, quando si svegliò, san Giuseppe non c'era, ma ella non se ne curò; cercò invece il sacco del denaro dietro la porta. Le sembrò che ci fosse qualcosa per terra, tuttavia, poiché non riusciva a capir bene cosa fosse, si piegò e ci urtò contro con il naso. E al naso le rimase attaccato e, quando si rialzò, vide con terrore che era un altro naso, saldamente appiccicato al suo. Incominciò a gridare e a lamentarsi, ma non servì a nulla: vedeva sempre quel naso, che stava così in fuori. Allora corse via urlando, finché incontrò san Giuseppe; gli cadde ai piedi, e lo supplicò tanto che egli, impietosito, le tolse quel naso e le regalò ancora due centesimi.
Quando giunse a casa, la madre l'aspettava sulla porta e le domandò:
"Cos'hai ricevuto in regalo?".
La fanciulla mentì e disse: "Un grosso sacco pieno di denaro, ma l'ho perso per strada".
"Perso! - esclamò la madre. - Oh, lo ritroveremo!"
La prese per mano e voleva cercarlo con lei. Dapprima la fanciulla si mise a piangere e non voleva andare, alla fine però si mosse; ma per strada furono assalite da tante lucertole e serpi, che non sapevano come porsi in salvo. La fanciulla cattiva fu così uccisa dai loro morsi, e la madre fu morsa in un piede, perché non l'aveva educata meglio.


Tenggren G.



Grimm n.201, "Der heilige Joseph im Walde".
Classificazione: Aa Th 480 [The Kind and the Unkind Girls]
Il testo in lingua originale è nella Pagina: Brüder Grimm.


Vorrei ricordare che siamo partiti da Vasilisa e dalla Baba Jaga. 
Vasilisa: una cenerentola debitamente fornita di matrigna e sorellastre. 
La Baba: magnificamente se stessa, pur attraverso  il fenomeno dell'inversione fiabesca ben descritto da Propp. La "moralità" di Vasilisa risalta solo per contrasto con l'odio omicida delle antagoniste; più che moralità, è innocenza perseguitata, apparentemente senza motivo. Ed è Vasilisa che affronta la prova nel bosco. Matrigna e sorellastre vengono, infine, punite, senza metterci piede. Implicitamente, la "forza magica" che Vasilisa dimostra nel confronto con la Baba condanna le sue persecutrici.
Nelle fiabe simili, invece, la sorella/stra brutta (e quindi cattiva) merita i castighi più tremendi per la sua scortesia e la sua superbia contrapposte alla gentilezza di modi e d'animo dell'eroina bella (e quindi buona). Posto questa fiabuccia dei Grimm perché ben rappresenta il delirio moralistico che imperversò in questo tipo fiabesco in epoche più tarde. 

Nessun commento: