lunedì 13 maggio 2013

La Moglie Strega - Lombardia

i fu già un giovane che disse alla propria madre essere sua intenzione di ammogliarsi.
La madre fece ogni sforzo per dissuaderlo, poiché la donna che voleva prendere non era partito conveniente.
"Bada - gli ripeteva - ch'essa è una bacchettona piena di imposture; non c'è da fidarsi ". I consigli della madre non approdarono a nulla; il matrimonio si fece, alla condizione che il marito non avesse mai a guardare nella cassa [1] della moglie.
Questa si mostrava buona e attenta in casa, devotissima in chiesa; ciò nullameno era una strega. Il marito si struggeva dalla voglia di conoscere la cagione per la quale gli fosse proibito di guardare nella cassa della moglie.
Una mattina, essendo corsa precipitosamente a messa, si dimenticò di chiudere a chiave la cassa, accortosene, non poté resistere alla curiosità. Vi trovò molti abiti, benissimo disposti, e nel fondo vi scorse un bellissimo mantile. Avendolo sollevato fu sorpreso di vedere un gran numero di lumicini accesi e che non bruciavano le robe a loro sovrapposte. Rimise ogni cosa regolarmente al suo posto, ma la moglie, appena ritornata dalla chiesa, lo rimproverò aspramente della sua trasgressione. Tentò invano di reagire, e recossi dal prevosto per narrargli l'accaduto. Questi gli disse che avea la sventura di avere per moglie una strega e che tutti quei lumicini erano tante ostie ch'essa fingeva di prendere alla comunione, ma che invece di trangugiare riponeva nel fondo della cassa.
"Per assicurarti di quanto dico - gli soggiungeva il prevosto - fa' una prova. Quando alla sera del giovedì [2] vi raccogliete a dire il rosario, della tua moglie è presente soltanto una larva; nel pronunciare la parola  Ave Maria  urta quella larva e la vedrai cadere. Durante la notte va' a guardare attraverso la toppa dell'uscio della tua cucina, vi vedrai il corpo reale di tua moglie."
Il marito operò perfettamente quanto gli era stato suggerito, ed infatti attraverso la toppa scorse la moglie in oscena tresca con altre donne, le quali, vedendosi spiate fuggirono tutte per la gola del camino. Si recò di nuovo dal prevosto, il quale gli disse: "Vuoi tu nuova prova delle stregonerie di tua moglie? Poni il tuo piede destro sul mio piede destro, la tua mano destra sulla mia spalla destra [3] e vedrai ."
Fece quanto indicato dal prete e vide nuovamente la moglie in oscene tresche sulla cima di alta montagna, donde gli gridò con atto e con voce minacciosi ch'essa non sarebbe mai più ritornata a lui. Di questa minaccia non sentì alcun dolore, anzi fu lieto di vedersi liberato dalla compagnia di una strega.

Da:
"Leggende e Racconti Popolari della Lombardia", a cura di Lidia Beduschi (dalla raccolta del Tiraboschi)

F. Goya



[1] La "cassa" è, ovviamente, quella del corredo, in cui le donne riponevano le vesti più fini, la biancheria tenuta da conto.

[2] In molte tradizioni, legate a luoghi diversi, è il giovedì e non il sabato il giorno in cui le streghe si radunavano.

[3] Diffuso in tutta Europa, e, in modo specifico nelle aree influenzate dalla cultura celtica, questo modo di "vedere"...  Peccato che, in genere, il medium non sia un prete, ma un veggente o uno "stregone" bianco.


Posto questa fiaba-leggenda lombarda per continuare e sottolineare il discorso del post precedente circa la strana vicinanza fra il loup-garou haitiano e certe superstizioni che accompagnano le streghe, anche nel folklore italiano. Il centro di questi racconti è il tema de "la nemica in casa".

Mab



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